Michele Russi

Michele Russi

Ci sono tanti modi per cercare di sentirsi a casa. Tra questi quello di ritrovare sapori e profumi della propria terra e

spesso, però, non è affatto semplice. Accade spesso, infatti, di notare che i bagagli di chi torna a Milano dopo una visita in Puglia sono composti in buona parte da generi alimentari, non perché in Lombardia non ce ne siano, ma perché il pane, l’olio, i formaggi, etc. hanno un sapore diverso da quello nostrano. Ecco allora che insieme alle persone viaggiano valigie piene di cibo. Ovviamente si tratta di scorte che finiranno nel giro di poche settimane.

Per fortuna tra quei primi immigrati arrivati a Milano con la valigia di cartone e quelli del terzo millennio ci sono molte più possibilità di poter gustare i nostri sapori anche a distanza di centinaia di chilometri. Non mi riferisco solamente a quei locali sparsi per la città meneghina che offrono aperitivi o cene a base di prodotti tipici pugliesi, ma anche a nuove attività che creando un ponte con la Puglia, riescono a far arrivare nelle case dei pugliesi meneghini i prodotti tipici della nostra cucina.

Questa è stata la scommessa di Michele Russi, originario di Carpino, che con ‘Il Cesto di Michele’ sta avviando proprio questo tipo di attività. “Questo progetto è partito ufficialmente a novembre scorso ma da più di un anno ci lavoro su- spiega Michele a L’Attacco– il tutto è partito dall’esperienza dell’associazione La Macerë che riunisce pugliesi e non a Milano, un gruppo di amici provenienti da diverse esperienze e aree geografiche d’Italia, accomunati dalla passione per la musica popolare e le tradizioni culturali del Gargano e della Puglia intera. L’associazione non poteva curarsi dell’attività commerciale, io nel frattempo ero rimasto senza lavoro (ero un impiantista) e ho pensato di unire l’utile al dilettevole creandomi questa attività”.

Il laboratorio di Michele si trova in via Marco D’Agrate, poco distante dalla fermata della metropolitana Corvetto e a sua volta facilmente raggiungibile dal Duomo. Al mio arrivo Michele sta affettando il pane per l’apericena del venerdì sera ed è uno spettacolo di colori e profumi che permette di rifarsi non solo le papille gustative, ma anche gli occhi. Caciocavallo podolico, scamorze, pecorino, cacioricotta, fave, ceci e fagioli di Carpino, pane, olio, taralli, pomodori…. Il tutto accompagnato da un buon Nero di Troia (tra l’altro protagonista del Vinitaly appena concluso).

Quando Michele è arrivato a Milano aveva solo 14 anni. “Era il lontano 1973 –racconta- ero troppo giovane per sentire il ‘distacco’ da Carpino. Mi sono formato praticamente a Milano e spesso m’imbarazzavano le mie origini”. Poi la svolta: “Con gli anni ho iniziato ad appassionarmi di musica popolare, fino a quando ad un concerto di Daniele Sepe ho scoperto la musica dei Cantori di Carpino che mi ha letteralmente fatto riscoprire la mia terra”. Così pian piano Michele nonostante la sua vita ormai ben radicata in Lombardia ha tessuto un nuovo rapporto con il Gargano, tanto da spingerlo non solo a partecipare alle attività de La Macerë ma ad avviare questa interessante attività.

“Ovviamente è presto per fare bilanci e solo fra qualche mese potrò valutare i risultati. In ogni caso il mio obiettivo è scommettere sulla qualità, puntando in futuro anche ai ristoranti”. Le premesse per un successo ci sono tutte e, a giudicare dai piatti che Michele prepara davanti ai miei occhi, ci sono anche i sapori. Ma come abbinarli con il ritmo frenetico di Milano? Con dei menù veloci ad esempio che prevedono pranzi leggeri con le nostre materie di prime. Del resto, Il Cesto di Michele è innovativo anche nella comunicazione, sfruttando anche i social. “Abbiamo anche una pagina Facebook dove la gente non solo può vedere cosa offriamo ma anche contattarci per le prenotazioni”. Quando si dice tradizione e innovazione…

Pubblicato sul quotidiano L’Attacco del 31.03.2015