La Commissione del Senato degli Stati Uniti sui servizi segreti ha reso noto un rapporto sulla CIA e il suo operato dopo l’11 settembre. L’Agenzia sarebbe ricorsa, in più occasioni e in modo inutile e brutale alla tortura nei confronti dei presunti terroristi di Al Qaeda. Non stiamo parlando solo di Guantanamo, noto campo di prigionia americano sull’Isola di Cuba per altre storie di tortura, ma anche di altre zone del mondo, ad esempio paesi dell’Europa dell’Est come la Polonia. Dal rapporto emergono alcuni dettagli sui metodi non convenzionali che la Cia avrebbe messo a punto più di quanto non lo avesse dichiarato.

Il contenuto del rapporto

Ad esempio il waterboarding è definito come una serie di ripetuti annegamenti ed è un trattamento riservato a molti di più dei tre detenuti ufficialmente dichiarato. Altri detenuti sono stati sottoposti alla privazione del sonno anche per una settimana o minacce di morte e “alimentazione rettale”(cit).
Queste torture avrebbero provocato problemi psicologici e comportamentali, tra cui allucinazioni, paranoia, insonnia e tentativi di autolesionismo.
Un altro aspetto che emerge è che il programma di interrogatori della Cia è stato gestito male e senza controllo alcuno. I responsabili degli interrogatori violenti raramente sono stati definiti realmente perseguibili. La Cia ha ristretto e filtrato le informazioni al Congresso, ha rifiutato di dare alcune risposte sul programma e impedito reali controlli dell’ispettore generale.

Dati falsi, omissioni e arresti ingiustificati

Il rapporto sottolinea come l’Agenzia abbia fornito dati falsi e fuorvianti ai membri del congresso e che le informazioni raccolte con la tortura si sarebbero potute ottenere con altri mezzi, quindi smentendo il successo delle campagne antiterrorismo sia stato ottenuto con le torture.
Emergono diversi tipi di testimonianze o ricostruzioni che smentiscono l’udienza di Michael Haydens, direttore della Cia, al Senato del 12 aprile 2007, come quella sul caso di Abu Zubaydah. Secondo Hayden “dopo circa quattro mesi di interrogatorio Zubaydah si è rifiutato di collaborare. Non ha voluto parlare a tutti gli interrogatori dell’FBI. Stava impiegando – continuò Hayden- metodi di resistenza agli interrogatori che non eravamo capaci di aggirare senza alcun intervento significativo”. I documenti non dimostrano che Zubaydah abbia interrotto la collaborazione degli investigatori. Aveva fornito informazioni sulle attività di Al Qaeda, sulla sua leadership e sull’addestramento di nuove leve, ma non aveva dato informazioni sui futuri attacchi contro gli Stati Uniti (che la Cia credeva stesse omettendo). Fu messo in isolamento per 47 giorni e sottoposto a torture, compreso il waterboarding.
Alcuni funzionari della Cia hanno segnalati in più occasioni di essere turbati dall’utilizzo del waterboarding e ne hanno messo in dubbio la legalità e la legittimità. I maggiori hanno respinto queste accuse affermando che le ‘linee guida per questa attività’ erano state vagliate ai livelli più alti dell’Agenzia.
Oltre 26 persone- secondo il rapporto- sarebbero state ingiustamente detenute, tra cui un uomo utilizzato per ‘far leva’ e ottenere informazioni da un membro della sua famiglia, due ex fonti dell’intelligence e due identificati come minacce da un detenuto sottoposto a tortura. Su questi casi i documenti sono incompleti.
La relazione sostiene inoltre che la Cia ha fornito informazioni lacunose alla stampa per poter plasmare l’opinione pubblica a suo favore.

Le reazioni

Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, ha commentato il rapporto sostenendo che sono state “azioni contrarie ai valori degli USA” e che l’immagine del Paese non verrà più offuscata da questi metodi. Condanna anche dal senatore repubblicano John McCain: “So per esperienza che le torture producono più male che bene e compromettono quello che ci distingue dai nostri nemici”. McCain durante la Guerra del Vietnam ha subito a sua volta torture.

Il reato di tortura in Italia: a che punto siamo?

La notizia delle torture arriva nella Giornata dei diritti umani, che quest’anno celebra il trentennale dell’adozione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Solo tra il 2009 e il 2014 Amnesty International ha registrato torture e maltrattamenti in 141 paesi.
Il 5 marzo il Senato italiano ha approvato il disegno di legge sul reato di tortura che ora si trova alla Camera. Secondo le organizzazioni per i diritti umani “il testo va migliorato introducendo l’aggravante nel caso in cui l’autore della tortura sia un pubblico ufficiale. Inoltre il testo non prevede la perseguibilità delle condotte omissive e non contempla un fondo nazionale per le vittime della tortura”. Amnesty International consegnerà oltre 16 mila firme raccolte al Presidente del Consiglio e ai Presidenti di Camera e Senato per chiedere l’introduzione del reato di tortura nel codice penale.