Antonio Pio Giovanditto

Antonio Pio Giovanditto

Si è appena conclusa a Milano la Settimana del Salone del Mobile, storico evento di design internazionale che quest’anno ha assunto una rilevanza ancora più ampia  in vista di Expo 2015. Chi è solito frequentare questo appuntamento importante per il settore sa che durante questa settimana non solo c’è un’affluenza altissima ai padiglioni della fiera, ma anche in città perché Milano diventa una grande esposizione con gli eventi del Fuorisalone: mostre, presentazioni e happy hour sparsi nella parte centrale della città, in particolar modo in via Tortona (zona chic dei Navigli) e a Brera (intorno alla storica Accademia). L’edizione di quest’anno ha visto ben quattrocento eventi sparsi coinvolgendo anche zone che in anni passati erano escluse dalla settimana del design.

A pochi passi da Via Tortona, lungo uno dei navigli più importante della movida milanese, quello di via Ascanio Sforza, si è tenuta una mostra dal titolo e dal tema “Craftwork in consonance”, letteralmente tradotto come “artigianato in armonia”. Nel suggestivo cortile di ringhiera dello Spazio Solari il danese Anders Lunferskov e Antonio Pio Giovanditto – architetto originario del Gargano- hanno esposto le loro rispettive collezioni ‘Human Puzzle’ e ‘V-Italy-ti’.

“Vivo da oltre venticinque anni a Milano ma sono di San Nicandro Garganico” mi racconta Giovanditto, mostrandomi le sue creazioni, dei vasi in marmo e acciaio cromo-lucido, tra cui uno realizzato con del marmo di Apricena. Volumi essenziali e molto geometrici : “Queste forme regolari sono dovute essenzialmente alla mia esperienza professionale di architetto, che inevitabilmente segna anche il mio stile. Questa collezione è una dedica appassionata all’artigianato italiano, gioca con un materiale tradizionale della scultura e crea forme nuove con linee semplici ed eleganti”.

Giovanditto ha esposto insieme al danese Anders Lunderskov che con la sua collezione ‘The Human Puzzle’ , composta da oggetti ed elementi di arredo in legno, molti, appunto, dalla forma di un tassello di puzzle: “una metafora dell’aspetto comunitario della cultura globale, ogni modulo con una forma riconoscibile e individuale, ma che assume un significato sociale se unito agli altri”.

 Il ‘Corriere della Sera’ nel suo inserto speciale sul design per il Fuorisalone ha inserito Giovanditto tra i dieci designer che andava assolutamente la pena di vedere e da tenere d’occhio.  Laureato in architettura nel 1986, dal 1987 al 1989 è stato assistente (cultore della materia) al corso di Progettazione Industriale, tenuto dal professor Paolo Bettini, all’Università di Pescara.  Nel 1989 si trasferisce a Milano dove collabora a progetti di architettura e design in Europa, Giappone e Medio Oriente. Successivamente partecipa alla collezione di mobili King Size. Nel 1995 collabora con lo studio Sottsass Associati al concept ed allo sviluppo della “Galleria delle Idee”, showroom innovativo, pensato come un micro-villaggio, della Floor Gres. Nel 2001 presenta al Salone del Mobile di Milano una collezione di mobili con il marchio Ilyde.

Non solo progettazione: dal 1997 al 1999 ha insegnato Disegno del mobile all’Istituto Europeo di Design e nel 1998 all’ISAD di Milano, mentre nel 2005 è stato assistente al corso di Design all’Accademia di Belle Arti di Brera – Milano. Vanta pubblicazioni su importanti riviste del settore come Vogue Casa, Domus, Abitare e Interni.

Giovedì scorso all’apertura della mostra era presente anche chi ha realizzato fattivamente le opere in pietra di Antonio, Nazario Dell’Aquila, Vincenzo Della Torre e Michele Della Torre della ditta sannicandrese Stone – General Costruzioni. Il tutto condito dalla degustazione di bontà locali del Gargano. Del resto un territorio che abitua gli occhi dei suoi abitanti alla bellezza non può che essere ispiratore di bellezza creativa, come quella dei vasi di Giovanditto.

pubblicato il 21 aprile 2015 sul quotidiano L’Attacco