Un momento dell'iniziativa

Un momento dell’iniziativa

Rozzano è un comune appena a Sud di Milano. Lo divide dalla città meneghina solo la Tangenziale Ovest ed è tappa necessaria per chi si muove verso Pavia. Per raggiungerlo c’è il tram 15 che da piazza Fontana,  alle spalle del Duomo, attraversa tutta Milano fino a Rozzano dove ferma la sua corsa. Ed è a poche centinaia di metri dal capolinea della 15 che si trova lo Spazio Aurora, un locale che ospita spesso e volentieri eventi musicali, grazie alla sua sala ampia ma al tempo stesso accogliente. Qui lo scorso 28 febbraio (non a caso giorno dell’anniversario della morte di Rocco Draicchio, fondatore del Carpino Folk Festival) si è respirata aria garganica o meglio si è ‘respirato’ il nostro ‘Scirocco’. Infatti, l’associazione  “La Macerë”, creata da alcuni garganici con l’obiettivo di “valorizzare la cultura dell’area del Gargano, della Puglia in genere e diffondere la conoscenza delle culture “altre”, per far conoscere le tradizioni e promuovere la creatività personale” ha dato vita ad un doppio evento , dal titolo “Mo venë lu scërocchë. Vento dal Gargano”, che si è svolto sabato 28 febbraio a Rozzano e il giorno seguente in viale Monza a Milano.

“Il nostro obiettivo è tenere in contatti le persone di Carpino e del Gargano: non c’è Facebook che tenga senza il contatto personale” . Alessandro Sinigalese a inizio serata riassume in poche parole il senso dell’evento e in generale dell’associazione che già nel suo chiamarsi  “La Macerë”, con un richiamo lampante ai muretti a secco, vuole unire nel segno della tradizione. E da quella tradizione parte la serata: mentre gli ospiti, molti garganici naturalizzati milanesi, gustano i prodotti del ‘Cesto di Michele’, un carpinese che vende prodotti tipici nostrani in Lombardia, tra cui orecchiette e mozzarella, sul palco scorrono i video sulla tarantella di Carpino e sulle attività dell’associazione.  Tra i vari video anche il breve documentario ‘La podolica del Gargano’ realizzato da Daniele Bisceglia che vede protagonista Antonio Facenna, il giovane carpinese vittima dell’alluvione del settembre scorso.

Si inizia a suonare: sono i Contralto a Progetto,un gruppo di musica popolare italiana con un repertorio legato  alla tradizione del Sud Italia ad aprire le danze. Tra i componenti del gruppo c’è anche il giovane Carlo Comparelli che con la sua chitarra battente e la sua voce tiene alto il nome di Vico del Gargano e della Capitanata. Il repertorio dei giovani Contralto fa quasi dimenticare che oltre la porta c’è la fredda e umida Pianura Padana: sembra, anzi, che fuori dalla porta dello Spazio Aurora ci sia un centro storico, un belvedere sul mare, una piazza del Sud ricca di suoni e colori.  Quest’atmosfera ‘meridionaleggiante’ continua  e si rafforza quando sul palco sale una vera e propria ‘folkstar’ ovvero Mike Maccarone, novantenne con una forza ed una energia da far invidia ad un adolescente che catalizza l’attenzione raccontando semplicemente il suo viaggio iniziato all’alba da Carpino, passando da San Giovanni Rotondo, Foggia fino alla città meneghina. Il lungo viaggio e il raffreddore non scalfiscono minimamente la passione di Mike e durante il concerto esprime tutta la carica della tradizione musicale garganica nell’umida serata di Rozzano, proprio come lo scërocchë che dà il titolo all’evento. Uno dei pezzi forti è la ‘Via della fontanella’ , un ‘cult’ garganico nella versione ideata da Andrea Sacco, a cui si aggiungono serenate e brani della vita quotidiana. Il maestro è accompagnato da Enrico Noviello, Pio Gravina e Antonio Manzo che dimostrano di essere ormai dei professionisti della nostra tradizione. Poi la serata pian piano si avvia alla conclusione, con le parole di Maccarone che chiude con un “iammece a reterà che j’è fatte notte!”.

-pubblicato sul quotidiano ‘L’Attacco’ del 10 marzo 2015