Sabato alla MTV Music Week si esibirà a Milano anche la band rivelazione ‘Santa Margaret’, tra loro anche il garganico Leonardo Angelicchio.

È stato il gruppo che si è aggiudicato il premio Mtv New Generation, riconoscimento della famosa emittente televisiva ai gruppi che stanno emergendo sul panorama nazionale, lo scorso 14 giugno a Firenze. Hanno vinto un premio analogo al Coca Cola Summer Festival 2014 (dove si sono esibiti anche nel 2015,nda), hanno suonato al concertone del Primo Maggio a Roma, hanno aperto il concerto dei OneRepubblic a Monza ed è appena uscito il loro album ‘Il Suono Analogico Cova La Sua Vendetta Vol.2’. Stiamo parlando dei Santa Margaret, un gruppo che si sta affacciando sul mercato discografico con il loro suono pop-rock con venature psichedeliche e richiami agli anni Sessanta. Non tutti sanno che i Santa Margaret parlano, o meglio suonano, anche garganico, grazie a Leonardo ‘Lazz’ Angelicchio,  il tastierista della band proveniente da Vico del Gargano e da anni a Milano. Leonardo è un docente di fisica e matematica, ma da anni, dai tempi del liceo, coltiva la sua passione per la musica. Ci incontriamo in un mite pomeriggio milanese davanti ad un caffè, a pochi giorni dalla vittoria di Firenze. Gli chiedo di alcune canzoni fresche e positive che spiccano nel loro repertorio, dai toni anche spensierati:

“Vogliamo essere positivi in questo momento storico di depressione generale. Noi siamo per l’interpretazione del termine crisi nella sua accezione originaria, ovvero momento di crescita, momento di cambiamento non così eccezionale. Un cambiamento che si sta registrando anche nella musica, dove possiamo affermare che è finita una certa epoca e dove bisogna guardare al futuro senza dimenticare il passato. Noi ad esempio abbiamo registrato il disco in analogico e lo abbiamo distribuito in digitale. Abbiamo scelto il vinile ovviamente per la qualità, per chi non si accontenta di ascoltare le canzoni ma le vuole in una qualità superiore, insomma per gli appassionati e non solo. Mi piace citare il pensiero di Stefano (Verderi, chitarrista anche delle Vibrazioni , ndr), il nostro chitarrista: cosa lasceremo ai nostri figli? Un hard disk? Meglio il vinile.”

Un grande amore, quello della musica, che Leonardo aveva sviluppato molti anni prima di approdare a Milano, tredici anni fa:

“Suonavo già dai tempi della scuola con esperienze anche interessanti come quella dei Varock (“sì, da intendere proprio nel senso paesano del  Va’ Roc’!” scherza). Poi però come spesso accade, il mio trasferimento a Milano  e il trasferimento dei miei compagni in altre zone d’Italia per studio ha fatto sì che il progetto si è ritrovato su un binario morto. Allora ho iniziato a guardarmi intorno qui a Milano. Sentivo il bisogno di scrivere e di suonare. Ecco che allora è partito un primo progetto chiamato EXS : io e Fabio, l’altro componente, eravamo stati lasciati dalle rispettive ragazze, che paradossalmente ci avevano fatto conoscere in quanto amiche, un’avventura utile ma senza particolare seguito. Poi un’esperienza importante è arrivata nel 2010 con il mio ingresso nella band Toxic Tuna dopo l’incontro con Kety Passa. Con loro ho girato l’Italia per i live e  ho firmato il mio primo contratto discografico. È stata l’esperienza che mi ha insegnato di più: per la prima volta ho capito gli obblighi e le responsabilità con chi investe su di te. Avevo 28 anni. Prima di allora i rapporti erano solo tra i componenti di una band o comunque non gestiti su base giuridica. Non l’ho vissuta, però come un passo verso la professionalità: certo, un contratto ti impegna ad essere professionale, ma lo si può essere ( e parlo della mia esperienza) anche prima, lo decidi tu. Così sono arrivate anche soddisfazioni grandi, come l’esibizione nella gremitissima Piazza Duomo per la chiusura della campagna elettorale, o il Reset di Torino e le interviste su La Stampa o in Rai. Contai oltre 80 live dalla Svizzera alla Sicilia. Poi, dopo averlo incontrato diverse volte, Stefano Verderi mi ha proposto di entrare nei Santa Margaret. Non so fino a che punto possiamo essere definiti ancora emergenti-  continua Angelicchio – in realtà c’è una lunga storia dietro”.

Una lunga storia che non sarebbe stata possibile senza una grande passione e la viva determinazione della filosofia di Leonardo:

“Innanzitutto bisogna vivere con umiltà, che non deve essere un comportamento ma un atteggiamento mentale. Il punto non è ambire a diventare il più bravo di tutti ma a essere bravi e ambirlo ad esserlo sempre di più, per se stessi: dobbiamo imparare che la bravura non è data dal successo, ma viceversa, bisogna puntare sulla prima”.

  • Pubblicato sul quotidiano L’Attacco del 23 giugno 2015